Il Pesce Agosto 2001

Antonio Dinon: cento idee, cento fatti

Una storia imprenditoriale di successo che profuma di mare… E non solo

di Franco Ferrari

 

Franco Ferrari

 

La storia imprenditoriale di Antonio Dinon, veneziano doc che ha fatto successo in terra ferma mantenendo però, da saggio qual’è, casa a Rialto, è legata alla famiglia, al padre Vittorio che lavorava nel pesce e alla sua innata capacità d’intuizione.

Queste doti lo hanno portato ad ampliare velocemente l’azienda, estendendone l’offerta e realizzando, oggi, un catalogo che contiene tutti i sapori del suo mare accanto ad altri "cento" piatti di specialità alimentari da gustare fresche a tavola.

Ma non solo. Pare infatti di capire, ascoltando il racconto che ci fa Adriano Lubrano, che alla "Dinon" cura immagine e marketing, che ci siano altre doti di Antonio dalle quali trae forza il gradimento del mercato. "È una persona estroversa, che crede in ciò che fa, che ispira fiducia a prima vista ... la bontà e la genuinità dei prodotti fanno poi il resto".

A partire fu dunque il padre Vittorio, in quel gioiello di Burano, con una produzione tipica, locale: acquadelle e anguille, in frittura o marinate all’aceto per la conservazione. Antonio intanto studiava meccanica, sembrava che quella dovesse essere la sua strada.

E invece no, lascia la carriera, si affianca al padre e sostituisce ingranaggi e motori con vongole e cozze, mettendo testa e cuore nell’azienda familiare che già aveva comunque sbocchi soddisfacenti con qualche buona nicchia, come si dice ora, anche fuori Veneto.

 


 

 

Sale il fatturato e nonostante il paesaggio attorno fosse (e sia) stupendo, lascia laguna e isole (ma non casa) e impianta "bottega" sulla terraferma, a Quarto d’Altino.

Una scelta anche logistica, distributiva, le cui conseguenze, positive, non si fanno attendere. Ad ogni verifica infatti il segno "più" è davanti a voci come produzione, vendite, ricavi.

Il mercato risponde, la domanda cresce e con essa la necessità di prepararsi a soddisfare bisogni diversi e lontani, con qualità e servizi sempre più puntuali e competitivi.

Il consenso diffuso diventa una costante per il marchio Dinon, un nome affidabile che accompagna ogni proposta, ogni confezione per singolo o per famiglia con ingredienti specifici o combinati.

Il ricco "menù" raccoglie invero tentazioni diverse, frutto di bontà e fantasia, che ampliano, firmano una gamma gastronomica che nasce in prevalenza dal mare, da questo alto Adriatico dove acqua, fondali e ambiente consentono di pescare, coltivare, specialità che vanno, corrono, verso mense lontane.

Ma raccoglie pure suggerimenti e preparati che nascono nelle campagne, negli orti: insalate, ortaggi, legumi ...

Un’offerta che si espande e si differenzia richiede però spazio e nel ‘93 Antonio si sposta a Porto Viro, un consistente centro urbano del Ferrarese proiettato verso il Delta, che inspiegabilmente non si trova sulla carta geografica!

Pare sia il risultato della somma di due paesi, Donada e Contarina, tuttora distinti sulle mappe. Più forti gli addendi del totale!

Ma non importa. Ciò che importa è che qui, a Porto Viro, Dinon presenta un complesso produttivo con un centinaio di addetti, fattura circa trenta miliardi di lire e riceve ordini, cui è piacevole ubbidire, provenienti da vari Paesi esteri: Francia, Germania, Inghilterra e ancora Spagna, Austria, Finlandia e da qualche tempo perfino Stati Uniti.

Si lavora con proprie strutture di trasporto, proprie piattaforme di smistamento merci. Si lavora per clienti esigenti nelle certificazioni, nei tempi di consegna. I problemi vengono risolti. Tutto fila al meglio.

L’atmosfera aziendale è distesa, di collaborazione, tra efficienza e produttività.

Lo si scopre in un attimo visitando i reparti, parlando con i tecnici che ci accompagnano, con le maestranze che in camice bianco si adoperano nelle fasi produttive.

Pare proprio di scorgere ovunque l’impronta impegnata e serena di Antonio, questo imprenditore cinquantenne dinamico, entusiasta, a cui non mancano certo le idee di successo!

Franco Ferrari


Gli interessati a contattare l’autore per proseguire il confronto sui temi dell’articolo, possono usare il tramite di Pubblicità Italia, scrivendo a pubit@mo.nettuno.it, specificando nell’oggetto l’articolo a cui si fa riferimento.

backTorna all’Indice della Rivista

INDICE Torna alla pagina principale