Antonio Dinon: cento idee, cento fatti
Una storia imprenditoriale di successo che profuma di mare E non solo
di Franco Ferrari
La storia imprenditoriale di Antonio Dinon, veneziano doc che ha fatto successo in terra ferma mantenendo però, da saggio qualè, casa a Rialto, è legata alla famiglia, al padre Vittorio che lavorava nel pesce e alla sua innata capacità dintuizione.
Queste doti lo hanno portato ad ampliare velocemente lazienda, estendendone lofferta e realizzando, oggi, un catalogo che contiene tutti i sapori del suo mare accanto ad altri "cento" piatti di specialità alimentari da gustare fresche a tavola.
Ma non solo. Pare infatti di capire, ascoltando il racconto che ci fa Adriano Lubrano, che alla "Dinon" cura immagine e marketing, che ci siano altre doti di Antonio dalle quali trae forza il gradimento del mercato. "È una persona estroversa, che crede in ciò che fa, che ispira fiducia a prima vista ... la bontà e la genuinità dei prodotti fanno poi il resto".
A partire fu dunque il padre Vittorio, in quel gioiello di Burano, con una produzione tipica, locale: acquadelle e anguille, in frittura o marinate allaceto per la conservazione. Antonio intanto studiava meccanica, sembrava che quella dovesse essere la sua strada.
E invece no, lascia la carriera, si affianca al padre e sostituisce ingranaggi e motori con vongole e cozze, mettendo testa e cuore nellazienda familiare che già aveva comunque sbocchi soddisfacenti con qualche buona nicchia, come si dice ora, anche fuori Veneto.
Sale il fatturato e nonostante il paesaggio attorno fosse (e sia) stupendo, lascia laguna e isole (ma non casa) e impianta "bottega" sulla terraferma, a Quarto dAltino.
Una scelta anche logistica, distributiva, le cui conseguenze, positive, non si fanno attendere. Ad ogni verifica infatti il segno "più" è davanti a voci come produzione, vendite, ricavi.
Il mercato risponde, la domanda cresce e con essa la necessità di prepararsi a soddisfare bisogni diversi e lontani, con qualità e servizi sempre più puntuali e competitivi.
Il consenso diffuso diventa una costante per il marchio Dinon, un nome affidabile che accompagna ogni proposta, ogni confezione per singolo o per famiglia con ingredienti specifici o combinati.
Il ricco "menù" raccoglie invero tentazioni diverse, frutto di bontà e fantasia, che ampliano, firmano una gamma gastronomica che nasce in prevalenza dal mare, da questo alto Adriatico dove acqua, fondali e ambiente consentono di pescare, coltivare, specialità che vanno, corrono, verso mense lontane.
Ma raccoglie pure suggerimenti e preparati che nascono nelle campagne, negli orti: insalate, ortaggi, legumi ...
Unofferta che si espande e si differenzia richiede però spazio e nel 93 Antonio si sposta a Porto Viro, un consistente centro urbano del Ferrarese proiettato verso il Delta, che inspiegabilmente non si trova sulla carta geografica!
Pare sia il risultato della somma di due paesi, Donada e Contarina, tuttora distinti sulle mappe. Più forti gli addendi del totale!
Ma non importa. Ciò che importa è che qui, a Porto Viro, Dinon presenta un complesso produttivo con un centinaio di addetti, fattura circa trenta miliardi di lire e riceve ordini, cui è piacevole ubbidire, provenienti da vari Paesi esteri: Francia, Germania, Inghilterra e ancora Spagna, Austria, Finlandia e da qualche tempo perfino Stati Uniti.
Si lavora con proprie strutture di trasporto, proprie piattaforme di smistamento merci. Si lavora per clienti esigenti nelle certificazioni, nei tempi di consegna. I problemi vengono risolti. Tutto fila al meglio.
Latmosfera aziendale è distesa, di collaborazione, tra efficienza e produttività.
Lo si scopre in un attimo visitando i reparti, parlando con i tecnici che ci accompagnano, con le maestranze che in camice bianco si adoperano nelle fasi produttive.
Pare proprio di scorgere ovunque limpronta impegnata e serena di Antonio, questo imprenditore cinquantenne dinamico, entusiasta, a cui non mancano certo le idee di successo!
Franco Ferrari
Torna allIndice della Rivista
Torna alla pagina principale