EUROCARNI Maggio 2000

La carne di maiale irlandese

 

Il Quality Assurance Scheme adottato dai produttori irlandesi di carne suina assicura ai retailer e ai consumatori la qualità totale

 

L’industria della carne di maiale in Irlanda ha attraversato una piccola rivoluzione nel corso degli ultimi dieci anni. Nel passaggio dalla funzione principale di fornitore nazionale negli anni ’80 a industria sempre più orientata all’esportazione, è riuscita a incrementare la produzione di oltre il 50% seppur durante un processo di razionalizzazione. L’espansione sui mercati esteri ha costituito un elemento determinante per questo successo che si è manifestato con un aumento del 250% nelle esportazioni a partire dal 1985, pari a 167.000 tonnellate; attualmente questa cifra rappresenta più della metà della produzione annua pari a 250.000 tonnellate.

La ristrutturazione nel settore della produzione così come in quello della lavorazione ha rafforzato notevolmente l’industria. In Irlanda vi sono soltanto 650 unità commerciali e otto impianti di lavorazione. Secondo gli standard internazionali, si tratta di un’industria dalle dimensioni relativamente ridotte, quindi ci si domanda come abbia fatto a mantenere tassi di crescita compresi tra il 5 e il 7% nel corso degli anni ’90 e a conquistare nuovi mercati in Europa.

Lo schema collaudato di garanzia di qualità e la politica di concentrazione sui mercati settoriali oltremare costituiscono le chiavi del successo. Si prevede che il settore continuerà ad espandersi oltre il 2000 superando la concorrenza in termini di qualità, assistenza e innovazione, seppur ad un tasso di gran lunga inferiore pari al 3%. A livello delle fattorie, la produzione di carne di maiale ha raggiunto una fase di elevata centralizzazione. La dimensione media di un branco ha raggiunto il numero di 316 scrofe. Oltre cento unità sono possiedono 500 o più scrofe, rappresentando il 54% del totale nazionale, mentre soltanto 72 unità allevano meno di 100 scrofe, costituendo il 4% del totale nazionale di esemplari.

Carne Irlanda

In termini di lavorazione, alla fine degli anni ’80 è stato implementato un programma per la modernizzazione dei macelli, al fine di adeguarli alle norme per l’esportazione e grazie al costante investimento per migliorare ulteriormente la capacità di lavorazione la produzione è aumentata di un valore compreso tra il 60 e il 70% a partire dai primi anni ’90. Questo ha migliorato le economie di scala e i costi di lavorazione per unità.

Lo schema di garanzia di qualità, applicato per la prima volta nel 1988, è stato aggiornato lo scorso anno con una serie di importanti cambiamenti in sintonia con le tendenze recenti. Fra le modifiche apportate, vi è l’estensione dello schema in modo da includere anche gli allevatori di maiali, una maggiore attenzione sui sistemi di qualità e un invito ad uniformarsi all’approccio "prevenire è meglio che curare".

L’espansione nelle esportazioni è stata un fattore determinante per la crescita sostanziale registrata negli ’90. I cinque principali mercati di esportazione per la carne di maiale irlandese, ossia Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Giappone, continueranno ad essere considerati obiettivi su cui concentrarsi per incrementare lo sviluppo del mercato settoriale. Per conformarsi al divieto imposto dal Regno Unito sull’uso di cavezze e stalle, l’industria della lavorazione della carne offre agevolazioni ai fornitori che allevano maiali senza cavezze e senza rinchiuderli in stalle.

Nei prossimi anni i mercati internazionali saranno caratterizzati da una concorrenza crescente e l’industria della carne di maiale irlandese intende reagire applicando la strategia della differenziazione. Il successo futuro dell’industria dipenderà dalla sua capacità di competere a livello di qualità e sicurezza piuttosto che in termini di costo.


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