Il libro bianco sulla sicurezza alimentare di Marco Credi I
Essendo consapevoli di essere letti da numerosi operatori del mondo alimentare, abbiamo deciso di pubblicare un ampio e preciso sunto del "Libro bianco sulla sicurezza alimentare", redatto dalla Commissione delle Comunità Europee nel gennaio 2000.
Tale libro è suddiviso in 11 parti: il sommario, più 9 capitoli e gli allegati. Tranne gli allegati, lo ripercorreremo punto per punto, cercando di rendere leggermente più comprensibile qualche passaggio.
Sommario
Assicurare che lUE disponga degli standard più elevati possibili di sicurezza alimentare costituisce per la Commissione una priorità strategica fondamentale. Il presente Libro bianco rispecchia tale priorità. Si propone una strategia affatto nuova ispirata allesigenza di garantire un elevato livello di sicurezza alimentare.
Autorità alimentare europea
Listituzione di unAutorità alimentare europea indipendente costituisce, secondo la Commissione, la risposta più appropriata allesigenza di garantire un elevato grado di sicurezza alimentare. A questa Autorità verrebbero affidati numerosi compiti fondamentali che vanno dal parere scientifico indipendente su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza alimentare, alla gestione di sistemi di allarme rapido, alla comunicazione e al dialogo con i consumatori in materia di sicurezza alimentare e di questioni sanitarie e alla realizzazione di reti con le Agenzie nazionali e gli organismi scientifici. LAutorità alimentare europea fornirà alla Commissione le necessarie analisi, ma spetterà alla Commissione decidere sulle azioni appropriate da adottare a seguito di tali analisi. LAutorità alimentare europea potrebbe essere istituita entro il 2002 una volta varata la legislazione necessaria. La Commissione, prima di perfezionare le sue proposte, invita tutte le parti interessate a rendere noti i loro punti di vista entro la fine di aprile, dopodiché la essa stessa avanzerà una proposta legislativa definitiva.
Legislazione in materia di sicurezza alimentare
Listituzione di unAutorità indipendente dovrà esser accompagnata da tutta una serie di altre misure per migliorare e rendere coerente il corpus della legislazione concernente tutti gli aspetti dei prodotti alimentari, "dai campi alla tavola".
La Commissione ha già identificato numerose misure necessarie per migliorare gli standard di sicurezza alimentare. Il Libro bianco delinea più di 80 diverse azioni contemplate per i prossimi anni.
Negli ultimi decenni si sono registrati enormi sviluppi sia per quanto concerne i metodi di produzione e lavorazione degli alimenti, che per i controlli necessari ad assicurare il rispetto di standard accettabili di sicurezza. È chiaro che, in diversi ambiti, lattuale normativa europea deve essere aggiornata. Dando seguito al Libro verde della Commissione sui principi generali della legislazione in materia alimentare nellUnione europea (COM (97) 176 def.) e alle successive consultazioni, si proporrà un nuovo quadro giuridico che coprirà lintera catena alimentare (compresa la produzione di mangimi per gli animali), stabilirà un elevato livello di protezione della salute dei consumatori e attribuirà in modo chiaro la responsabilità primaria di una produzione alimentare sicura alle industrie, ai produttori e ai fornitori. Si istituiranno appropriati controlli ufficiali sia a livello nazionale che europeo. Una questione importante sarà costituita dalla possibilità di rintracciare i prodotti lungo tutta la catena alimentare (questo è un po il punto forte per garantire un elevato grado di controllo qualità: infatti, i grandi salumifici sono ormai in grado di risalire dalla fetta di prosciutto in negozio allanimale). Luso di pareri scientifici corroborerà la politica di sicurezza alimentare e si farà ricorso, se necessario, al principio di precauzione. Un elemento importante sarà dato, dalla capacità di prendere misure di salvaguardia rapide ed efficaci onde rispondere ad emergenze sanitarie che si manifestino in qualsiasi punto della catena alimentare.
Proposte relative al settore dei mangimi assicureranno che per la loro produzione vengano usati soltanto materiali idonei e che luso degli additivi venga controllato in modo più efficace. Si affronteranno alcune questioni relative alla qualità degli alimenti, compresi gli additivi alimentari e le sostanze aromatizzanti nonché le dichiarazioni relative alla salute poste sugli alimenti e si miglioreranno anche i controlli sui nuovi alimenti.
I rischi legati alla contaminazione degli alimenti sono stati drammaticamente evidenziati dalla recente crisi della diossina. Si prenderanno misure per ovviare alle carenze della normativa attuale in questi settori onde fornire unadeguata protezione.
Controlli di sicurezza alimentare
Lesperienza del servizio ispettivo della Commissione, che compie visite agli Stati membri su base regolare, ha indicato che vi sono notevoli divergenze nel modo in cui la normativa comunitaria è applicata e fatta rispettare. Ciò significa che i consumatori non possono essere sicuri di ricevere lo stesso livello di protezione su tutto il territorio della Comunità e ciò rende difficile valutare lefficacia delle misure attuate dalle autorità nazionali. Si propone che, in cooperazione con gli Stati membri, si elabori un quadro comunitario per lo sviluppo e la gestione di sistemi di controllo nazionali. In tale ambito si terrebbe conto delle attuali buone prassi e dellesperienza dei servizi ispettivi della Commissione. Questo quadro comunitario si baserebbe su criteri concordati quanto allefficacia di tali sistemi e sfocerebbe in orientamenti chiari per quanto concerne il loro funzionamento. A sostegno dei controlli a livello comunitario si svilupperanno procedure di attuazione più rapide e di più facile uso al di là delle attuali azioni di infrazione. I controlli sulle importazioni che si effettuano ai confini della Comunità verranno estesi a tutti i mangimi e alimenti e sintraprenderanno azioni per migliorare il coordinamento tra i diversi posti dispezione.
Informazione dei consumatori
Se si vuole che i consumatori siano convinti del fatto che le azioni proposte nel Libro bianco sfociano in un effettivo miglioramento degli standard di sicurezza alimentare, essi devono essere tenuti adeguatamente informati. La Commissione, assieme alla nuova Autorità alimentare europea, promuoverà il dialogo con i consumatori onde incoraggiare il loro coinvolgimento nella nuova politica di sicurezza alimentare. Nello stesso tempo, i consumatori devono essere tenuti meglio informati delle nuove preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare e dei rischi che certi alimenti particolari presentano per determinati gruppi di persone.
I consumatori hanno il diritto di attendersi informazioni sulla qualità degli alimenti e sui loro ingredienti e tali informazioni devono essere utili e presentate in modo chiaro, così da consentire scelte consapevoli. A partire dalle norme esistenti si presenteranno proposte in merito alletichettatura degli alimenti. Si sensibilizzeranno inoltre i consumatori sullimportanza di una dieta equilibrata e sulle sue ripercussioni a livello sanitario.
Dimensione internazionale
La Comunità è il più grande importatore/esportatore di prodotti alimentari al mondo. Le azioni proposte nel Libro bianco dovranno essere presentate e spiegate efficacemente a nostri partner commerciali. Un ruolo attivo della Comunità in seno agli organismi internazionali sarà un importante strumento per spiegare gli sviluppi europei in materia di sicurezza alimentare.
Conclusioni
Lattuazione di tutte le misure proposte nel Libro bianco consentirà di organizzare la sicurezza alimentare in modo più coordinato e integrato onde raggiungere il livello più alto possibile di protezione della salute.
La normativa verrà riveduta e modificata, se del caso, per renderla più coerente, completa e aggiornata. Si promuoverà lapplicazione di tale normativa a tutti i livelli.
La Commissione ritiene che listituzione di una nuova Autorità, che diventerà il punto di riferimento scientifico per lintera Unione, contribuirà ad un livello elevato di protezione della salute dei consumatori e, conseguentemente, contribuirà a ripristinare e a mantenere la fiducia di questultimi.
Il successo delle misure proposte in questo Libro bianco è legato intrinsecamente al sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio. La loro attuazione dipenderà dallimpegno degli Stati membri. Il Libro bianco sollecita, inoltre, un forte coinvolgimento degli operatori del settore su cui ricade la responsabilità primaria dellapplicazione, nel quotidiano, delle disposizioni in materia di sicurezza alimentare.
Una maggiore trasparenza a tutti i livelli della politica di sicurezza alimentare è il filo conduttore dellintera opera e contribuirà in modo fondamentale ad accrescere la fiducia dei consumatori nella politica di sicurezza alimentare dellUE.
Capitolo 1: introduzione
La politica europea degli alimenti deve essere fondata su standard elevati di sicurezza alimentare onde tutelare e a promuovere la salute dei consumatori. La produzione e il consumo di alimenti è un fatto centrale di ogni società e ha ripercussioni economiche, sociali e, in molti casi, ambientali. Anche se la protezione della salute deve sempre avere carattere prioritario, si deve tenere conto anche di tali aspetti nello sviluppo di una politica degli alimenti. Inoltre, le condizioni e la qualità dellambiente, in particolare dellecosistema, possono influire sui diversi anelli della catena alimentare. La politica ambientale svolge quindi un ruolo importante al fine di assicurare alimenti sicuri ai consumatori.
Il settore agroalimentare è di grande importanza per leconomia europea nel suo complesso. Lindustria degli alimenti e delle bevande è uno dei principali settori industriali nellUE, con una produzione annuale pari a quasi 600 miliardi di euro, vale a dire a circa il 15% delloutput manifatturiero complessivo. Da un raffronto internazionale emerge che lUE è il maggior produttore al mondo di prodotti alimentari e bevande. Lindustria degli alimenti e delle bevande è il terzo datore di lavoro industriale dellUE, con più di 2,6 milioni di lavoratori, il 30% dei quali si situano in piccole e medie imprese. Daltro canto, il settore agricolo ha una produzione annuale di circa 220 miliardi di euro e fornisce lequivalente di 7,5 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. Lesportazione di prodotti agricoli, di prodotti alimentari e di bevande ammonta a circa 50 miliardi di euro allanno. Limportanza economica e lonnipresenza dei prodotti alimentari nella nostra vita fanno capire che ci deve essere un forte interesse per la sicurezza alimentare nella società in generale e, in particolare, tra le autorità pubbliche ed i produttori.
Ai consumatori si dovrebbe offrire unampia gamma di prodotti sicuri e di alta qualità provenienti da tutti gli Stati membri. Questo è il ruolo essenziale del mercato interno. La catena della produzione alimentare sta diventando sempre più complessa. Ogni singolo anello di tale catena deve essere forte come gli altri, se si vuole che la salute dei consumatori sia adeguatamente protetta. Tale principio deve valere indipendentemente dal fatto che gli alimenti vengano prodotti nella Comunità europea o importati da paesi terzi. Una politica efficace di sicurezza alimentare deve riconoscere la natura interrelata della produzione alimentare. Essa richiede la valutazione e il monitoraggio dei rischi che possono derivare alla salute dei consumatori dalle materie prime, dalle prassi agricole e dalla lavorazione degli alimenti; essa richiede unefficace azione normativa per gestire tali rischi nonché la messa in atto e la gestione di sistemi di controllo per sorvegliare e assicurare lattuazione di tali norme. Ciascun elemento è parte di un ciclo: in tal modo, gli sviluppi della lavorazione degli alimenti possono richiedere cambiamenti delle normative vigenti, mentre il feed back (rilettura-analisi) fornito dai sistemi di controllo può contribuire ad identificare e a gestire i rischi esistenti e quelli emergenti. Ciascuna parte del ciclo deve funzionare adeguatamente se si vogliono realizzare gli standard più elevati possibili di sicurezza alimentare.
Tali fattori richiedono quindi un approccio completo e integrato alla sicurezza alimentare. Ciò non significa che lUE debba essere lunica responsabile di tutti gli aspetti della sicurezza alimentare. Resta il fatto, però, che tutti gli aspetti della sicurezza alimentare devono essere affrontati a livello di UE. Ad esempio, la normativa dellUE deve poter essere fatta efficacemente rispettare negli Stati membri in linea con il principio di sussidiarietà. La responsabilità di fare applicare la legislazione deve rimanere precipuamente di competenza nazionale, regionale e locale. Tuttavia, il mercato interno implica che queste non siano esclusivamente responsabilità nazionali: ciascuno Stato membro è responsabile non solo nei confronti dei propri cittadini, ma di tutti i cittadini dellUE e dei paesi terzi per quanto concerne gli alimenti prodotti sul suo territorio.
È necessario ribadire che la catena alimentare europea è una delle più sicure al mondo e che il sistema attuale funziona generalmente bene. Misure per la sicurezza alimentare sono state inserite nel corpus della legislazione europea sin dai primordi della Comunità. Storicamente, tali misure sono state essenzialmente sviluppate su una base settoriale. Tuttavia, la crescente integrazione delle economie nazionali con il mercato unico, gli sviluppi dellagricoltura e della lavorazione degli alimenti e i nuovi sistemi di manipolazione e di distribuzione richiedono la nuova strategia delineata nel presente Libro bianco.
I sistemi di sicurezza alimentare della Comunità e degli Stati membri si sono trovati sottoposti a pressioni senza precedenti in occasione delle emergenze (mucca pazza-diossina) che hanno interessato gli alimenti e i mangimi. Tali emergenze hanno messo in luce punti deboli che richiedono unazione da parte delle autorità responsabili (Commissione, Stati membri e Parlamento) onde rafforzare, migliorare e sviluppare ulteriormente i sistemi esistenti.
La sicurezza alimentare deve essere organizzata in modo più coordinato e integrato. Ciò consentirà di ovviare agli attuali punti deboli creando nel contempo un quadro per la sicurezza alimentare tra i migliori al mondo, capace di garantire un elevato livello di sanità pubblica e di protezione dei consumatori, conformemente a quanto prescritto dal Trattato CE. Tuttavia, anche il sistema più completo non può funzionare senza la piena collaborazione di tutti gli interessati. Ladeguato funzionamento di qualsiasi sistema dipende in modo decisivo dallimpegno degli Stati membri e degli operatori, nonché dei paesi terzi.
LUnione europea deve ristabilire la fiducia del pubblico nei suoi approvvigionamenti alimentari, nella sua scienza degli alimenti, nella sua normativa in materia alimentare e nei suoi controlli degli alimenti. Il Libro bianco sulla sicurezza alimentare delinea tutta una serie di azioni necessarie per integrare e ammodernare lattuale normativa dellUE in materia di prodotti alimentari, per renderla più coerente, comprensibile e flessibile, per far meglio rispettare tale normativa e garantire una maggiore trasparenza ai consumatori. Ciò costituirà la risposta alle conclusioni del Consiglio europeo di Helsinki del dicembre 1999.
La Commissione è determinata ad attuare le azioni delineate con carattere di priorità. Un piano dazione dettagliato sulla sicurezza alimentare con un calendario preciso di azioni da condursi nel prossimo triennio è riportato nellallegato. In base a tale calendario, le proposte più importanti dovrebbero essere presentate dalla Commissione entro la fine del 2000 in modo tale che un corpus coerente e aggiornato di norme in campo alimentare, supportato da una nuova Autorità alimentare europea, sia in vigore entro la fine del 2002. La Commissione si attende una piena cooperazione da parte del Parlamento e del Consiglio nellattuazione di questo programma ambizioso.
Si sono già tenute ampie consultazioni e discussioni in merito ai miglioramenti da apportare alla normativa dellUE in campo alimentare, a seguito del Libro verde sui principi generali della legislazione in materia alimentare nellUnione europea COM (987) 176 def. Il Libro bianco illustra i cambiamenti che la Commissione propone di introdurre in questo ambito. Tuttavia la Commissione contempla anche la creazione di unAutorità alimentare europea quale ulteriore misura. Per quanto concerne questa proposta, la Commissione intende stimolare un dibattito pubblico, commenti informati e ampie consultazioni. Tutte le parti interessate sono quindi invitate a presentare i loro pensieri in merito al capitolo 4 (riguardante appunto listituzione di unautorità alimentare competente) del presente Libro bianco entro la fine di aprile 2000.
Capitolo 2: principi di sicurezza alimentare
Il Libro bianco formula proposte atte a trasformare la politica alimentare dellUE in uno strumento proattivo, dinamico, coerente e completo per assicurare un elevato livello di salute umana e di tutela dei consumatori.
Il principio ispiratore del testo è che la politica della sicurezza alimentare deve basarsi su un approccio completo e integrato. Ciò significa che esso deve considerare lintera catena alimentare ("dai campi alla tavola". Nel Libro bianco il termine catena alimentare riguarda lintera catena degli alimenti e dei mangimi); tutti i settori dellalimentare; tutti gli Stati membri, la frontiera esterna dellUE come anche il suo interno; le tribune decisionali a livello internazionale e di UE, nonché tutte le fasi del ciclo decisionale a livello politico. I pilastri della sicurezza alimentare contenuti nel documento (consulenza scientifica, raccolta ed analisi di dati, aspetti normativi e di controllo, nonché informazione dei consumatori) devono costituire un insieme continuo al fine di consentire questapproccio integrato.
I ruoli di tutti i partecipanti alla catena alimentare (produttori di mangimi, agricoltori e produttori/operatori del settore alimentare; le autorità competenti negli Stati membri e nei paesi terzi; la Commissione; i consumatori) devono essere chiaramente definiti: i produttori di mangimi, gli agricoltori e gli operatori dellalimentare hanno la responsabilità primaria per quanto concerne la sicurezza degli alimenti; le autorità competenti hanno compiti di monitoraggio e devono far rispettare tali responsabilità ponendo in atto sistemi nazionali di controllo e di sorveglianza; la Commissione si concentra sulla valutazione della capacità che hanno le autorità competenti di porre in atto tali sistemi per il tramite di audit e ispezioni a livello nazionale. Anche i consumatori devono rendersi conto che sono responsabili delladeguata conservazione, manipolazione e cottura degli alimenti. In tal modo la politica "dai campi alla tavola" che copre tutti i settori della catena alimentare, compresa la produzione dei mangimi, la produzione primaria, la lavorazione degli alimenti, limmagazzinamento, il trasporto e la vendita al dettaglio, verrà attuata sistematicamente e in modo coerente.
Una politica alimentare efficace richiede la rintracciabilità dei percorsi dei mangimi, degli alimenti e dei loro ingredienti. Si devono introdurre procedure adeguate per agevolare tale rintracciabilità. Tra di esse vi è lobbligo, per le imprese del settore dei mangimi e degli alimenti, di assicurare che vi siano procedure adeguate per ritirare i mangimi o gli alimenti dal mercato, là dove si presenti un rischio per la salute dei consumatori. Gli operatori dovrebbero tenere inoltre adeguati registri dei fornitori di materie prime e di ingredienti in modo da consentire di identificare la fonte di un problema. Va ribadito, tuttavia, che lidentificazione chiara dei percorsi dei mangimi e degli alimenti e dei loro ingredienti è una questione complessa, che deve tenere conto della specificità di diversi settori e prodotti.
Questo approccio completo e integrato porterà a una politica alimentare più coerente, efficace e dinamica. Esso deve affrontare le carenze derivanti dallattuale sistema settoriale, rigido, che hanno limitato la sua capacità di affrontare in modo rapido ed efficace i rischi per la salute umana. La politica deve perciò essere sottoposta a costante revisione e, se del caso, deve esser adattata per ovviare alle carenze, per affrontare le emergenze e per riconoscere i nuovi sviluppi intervenuti nella catena della produzione. Nel contempo, lo sviluppo di questapproccio deve avvenire in modo trasparente coinvolgendo tutti gli interessati e consentendo loro di recare un contributo efficace ai nuovi sviluppi. Il livello di trasparenza già raggiunto con la pubblicazione dei pareri scientifici e delle relazioni ispettive dovrebbe essere esteso ad altri ambiti legati alla sicurezza alimentare.
Lanalisi del rischio deve costituire il fondamento su cui si basa la politica di sicurezza degli alimenti. LUE deve prendere le mosse, nella sua politica alimentare, dallapplicazione delle tre componenti dellanalisi del rischio: valutazione del rischio (consulenza scientifica e analisi dellinformazione), gestione del rischio (norme e controlli) e comunicazione del rischio.
La Commissione continuerà ad avvalersi delle migliori conoscenze scientifiche disponibili nello sviluppo delle sue misure di sicurezza alimentare. Lorganizzazione del parere scientifico indipendente e il ruolo di una nuova Autorità alimentare europea, nella fornitura di tale parere, verranno trattati nel capitolo 4, come già accennato. La Commissione riconosce che i consumatori e lindustria alimentare devono poter aver fiducia che tale parere sia espresso sulla base degli standard più elevati di indipendenza, eccellenza e trasparenza.
Ove appropriato, si applicherà il principio di precauzione nelle decisioni di gestione del rischio. La Commissione intende presentare una Comunicazione sullargomento.
Nel processo decisionale allinterno dellUE si potrà, inoltre, tenere conto di altri fattori legittimamente pertinenti per la protezione della salute dei consumatori e per la promozione di prassi eque nella commercializzazione dei prodotti alimentari. La definizione e la portata di tali fattori legittimamente pertinenti è attualmente allo studio a livello internazionale, in particolare nellambito del Codex Alimentarius. Esempi di questi altri fattori legittimamente pertinenti sono considerazioni ambientali, il benessere degli animali, lagricoltura sostenibile, le aspettative dei consumatori quanto alla qualità dei prodotti, unadeguata informazione e definizione delle caratteristiche essenziali dei prodotti, nonché dei loro metodi di lavorazione e produzione.
Capitolo 3 elementi essenziali di una politica di sicurezza alimentare: raccolta di informazioni e loro analisi/parere scientifico
La raccolta e lanalisi di informazioni sono elementi essenziali in una politica di sicurezza alimentare e sono particolarmente importanti per lidentificazione dei rischi potenziali in materia di mangimi e alimenti.
I metodi e gli indicatori per identificare i problemi sono molteplici. Essi possono comprendere dati ricavati da controlli effettuati lungo la catena degli alimenti e dei mangimi, reti di sorveglianza delle malattie, indagini epidemiologiche e analisi di laboratorio. Una corretta analisi dei dati agevolerebbe lo studio dellevoluzione di rischi alimentari noti e lidentificazione di nuovi rischi; in tal modo sarebbe possibile meglio definire e adattare, se del caso, la politica di sicurezza alimentare. Il ruolo degli Stati membri nella raccolta di informazioni è cruciale e deve essere ben definito.
Monitoraggio e sorveglianza
La Commissione raccoglie un grande quantitativo di informazioni su questioni legate alla sicurezza alimentare. Le principali fonti di informazione sono reti per il monitoraggio e la sorveglianza della sanità pubblica (in particolare i sistemi di relazioni sulle malattie trasmissibili in virtù della direttiva 2119/98), piani di sorveglianza delle zoonosi e dei residui, sistemi di allarme rapido, sistemi di informazione nel settore agricolo, sorveglianza della radioattività ambientale, attività di ricerca e reti di ricerca associate. Tuttavia, i sistemi esistenti sono stati sviluppati ciascuno per conto proprio e non sempre vi è un coordinamento delle diverse fonti di informazione. Inoltre, una grande quantità delle informazioni disponibili non è valorizzata appieno.
Lintegrazione dei sistemi di raccolta di dati e quella dei sistemi di analisi dei dati dovrebbero essere i due principi ispiratori in questambito onde trarre i massimi benefici dagli attuali sistemi di raccolta dati. La Comunità ha bisogno di un sistema efficace di monitoraggio e sorveglianza della sicurezza alimentare che integri tutte le summenzionate fonti di informazione. Le esperienze del Centro Comune di Ricerca della Commissione potrebbero rappresentare un valido aiuto nel merito. Il primo obiettivo dovrebbe essere quello di una gestione continuativa e giornaliera delle informazioni in modo da poter dare una risposta in tempo reale ai rischi potenziali. In secondo luogo, tale sistema consentirebbe alla Commissione di avere un ruolo maggiormente proattivo e lungimirante. Esso dovrebbe essere finalizzato allidentificazione precoce dei rischi potenziali, onde prevenire il manifestarsi di crisi, piuttosto che costituire un sistema per reagire alle crisi stesse. Esso dovrebbe inoltre facilitare la pianificazione politica di lungo periodo e la definizione di priorità.
Sistemi di allarme
In generale, il sistema di allarme rapido per gli alimenti funziona bene per i prodotti alimentari destinati al consumatore finale. Esistono vari altri tipi di sistemi di notifica in diversi ambiti, come quello delle malattie trasmissibili degli esseri umani e degli animali, i prodotti di origine animale bloccati alle frontiere esterne dellUE, i movimenti di animali vivi, il sistema Ecurie in caso di emergenza radiologica. Ma ancora una volta un uso integrato delle informazioni è difficile a causa della diversità degli obiettivi e della portata di tali sistemi. Inoltre, certi ambiti non sono affatto coperti, come ad esempio quello dei mangimi per gli animali.
Occorre, quindi, creare un quadro giuridico completo e armonizzato che estenda la portata dellattuale sistema di allarme rapido in modo da comprendere tutti gli alimenti e i mangimi. Esso dovrebbe estendere gli obblighi degli operatori economici di notificare le emergenze in materia di salute alimentare e assicurare appropriate informazioni ai consumatori e alle organizzazioni di settore. Inoltre, si dovrebbe istituire unappropriata correlazione con altri sistemi di informazione rapida. Questo metodo dovrebbe anche essere esteso ai paesi terzi per le informazioni in entrata e in uscita.
Ricerca
Leccellenza scientifica richiede investimenti nella R&S, al fine di ampliare la base di conoscenza scientifica in materia di sicurezza alimentare. Nellambito del Quinto programma quadro di ricerca, i progetti comunitari di R&S sulla sicurezza alimentare sono condotti sulla base di programmi di lavoro pluriennali. Tali programmi comprendono azioni indirette (azioni a costi condivisi) e azioni dirette condotte dal Centro Comune di Ricerca della Commissione. I loro obiettivi sono essenzialmente finalizzati a migliorare le conoscenze scientifiche e a contribuire a costituire una solida base scientifica su cui impostare le politiche e i regolamenti. Il Quinto programma quadro è impostato su un approccio di soluzione dei problemi, al centro del quale vi sono i cittadini e i loro bisogni. Si effettueranno azioni di ricerca particolarmente nel campo delle tecnologie alimentari avanzate, di metodi sicuri di produzioni e distribuzione degli alimenti, di nuovi metodi per valutare la contaminazione, i rischi chimici e lesposizione ad essi, il ruolo dellalimentazione nella promozione della salute, sistemi armonizzati di analisi degli alimenti.
Tuttavia, in casi specifici qualora si sia identificato un problema potenziale per la salute umana, è spesso necessario lavvio di una ricerca immediata ad hoc. Attualmente, tali esigenze possono essere coperte parzialmente dal Centro Comune di Ricerca, ma al sistema attuale si dovrà conferire una flessibilità di insieme e si dovranno assegnare adeguate risorse finanziarie, affinché esso sia in grado di finanziare i progetti di R&S volti a dare una risposta diretta alle emergenze alimentari. Per tale motivo si devono creare procedure finanziarie e amministrative, compresa una revisione regolare del programma di lavoro nel campo della ricerca e inviti mirati a presentare proposte, al fine di rispondere alle sfide più urgenti.
Cooperazione scientifica
Informazioni scientifiche sono compilate ad opera delle organizzazioni e istituzioni nazionali nella Comunità su tutta una serie di questioni legate alla sicurezza alimentare nellambito del sistema di cooperazione scientifica SCOOP. Soltanto in un numero limitato di ambiti si è intrapreso un coordinamento delle informazioni scientifiche per creare un quadro europeo, ma in molti casi è proprio lassenza di questa dimensione europea che si avverte allorché si cercano le informazioni necessarie per una valutazione del rischio a livello di UE. Si deve promuovere la prioritizzazione nella raccolta delle informazioni scientifiche ed essa deve essere coordinata con il programma di lavoro del Comitato scientifico/dei Comitati scientifici. Una cooperazione scientifica deve essere anche avviata nei paesi terzi se necessario.
Sostegno analitico
È stato istituito un sistema di laboratori di riferimento comunitari per i prodotti di origine animale, per fornire un sostegno analitico specializzato alla Commissione e ai laboratori negli Stati membri. Essi sviluppano sistemi di diagnosi e assistono i laboratori negli Stati membri nellapplicazione di tali metodi. Si deve assicurare unefficace gestione centrale per far in modo che tali laboratori diventino una vera e propria rete di laboratori comunitari al servizio della politica dellUE. Considerate le sue capacità e infrastrutture scientifiche, il Centro comune di ricerca potrebbe farsi carico di tale compito. Inoltre, si dovrebbe contemplare lopportunità di istituire laboratori di riferimento comunitari in nuovi ambiti.
È linformazione scientifica a supportare la politica di sicurezza alimentare. È chiaro che il parere scientifico sulla sicurezza degli alimenti deve essere della massima qualità. Esso deve essere erogato in modo tempestivo e affidabile a coloro che hanno la responsabilità di prendere decisioni a tutela della salute dei consumatori.
Il sistema attuale di consulenza scientifica
Il sistema per lerogazione di pareri scientifici alla Commissione è stato completamente riorganizzato nel 1997 ponendo laccento sui principi fondamentali delleccellenza, trasparenza e indipendenza. Pareri scientifici sono attualmente formulati da 8 Comitati scientifici e settoriali (alimentazione umana, alimentazione animale, veterinaria-salute umana, piante, salute e benessere degli animali, prodotti cosmetici e prodotti non alimentari, medicinali e dispositivi medici, tossicità, ecotossicità e ambiente), 5 dei quali coprono direttamente o indirettamente gli ambiti dei mangimi e degli alimenti. Inoltre, è stato istituito un Comitato scientifico direttivo che fornisce consulenze su questioni interdisciplinari, BSE, procedure armonizzate di valutazione del rischio e coordinamento di questioni che riguardano trasversalmente i mandati di più di uno dei Comitati settoriali (ad es. resistenza antimicrobica). Questo compito di coordinamento è particolarmente importante perché le questioni della sicurezza alimentare sono affrontate in misura crescente nella loro dimensione di continuità dai campi alla tavola. I servizi della Commissione curano i segretariati dei Comitati. I membri di questi Comitati sono scelti previa valutazione rigorosa della loro eccellenza scientifica nel loro ambito di competenza. La loro indipendenza è garantita da una rigorosa applicazione delle dichiarazioni di interessi.
Nel campo della contaminazione radioattiva dei mangimi e degli alimenti sono stati istituiti gruppi specifici di esperti scientifici in virtù dellart. 31 del Trattato Euratom.
Natura delle questioni sottoposte ai Comitati
Molte delle questioni riguardano la valutazione di dossier presentati dallindustria ai fini di unautorizzazione comunitaria (pesticidi, nuovi alimenti, additivi degli alimenti e dei mangimi). Altre questioni riguardano problemi sanitari specifici, ad esempio i contaminanti o il rischio microbiologico. Una terza categoria riguarda più ampie valutazioni del rischio come ad esempio la resistenza antimicrobica.
Consultazione obbligatoria dei Comitati
Alcune norme di sicurezza alimentare impongono alla Commissione di consultare un comitato scientifico prima di formulare proposte che possano avere ripercussioni sulla salute del pubblico. Questa situazione non si rispecchia sistematicamente in altre norme attinenti al settore della sicurezza degli alimenti. A ciò si dovrà porre rimedio per assicurare che tutta la normativa sulla sicurezza degli alimenti sia opportunamente basata su un parere scientifico indipendente.
Limiti del sistema attuale
Successivamente alla riforma i Comitati hanno formulato circa 256 pareri, molti dei quali comprendono valutazioni di numerose sostanze singole. È risultato evidente che il sistema esistente ha un potenziale ridotto e fatica a far fronte al crescente numero di richieste sottopostegli. Si pensi, inoltre, che la recente crisi della diossina ha potuto essere gestita soltanto procrastinando i lavori in altri ambiti: di qui la necessità di disporre di un sistema in grado di rispondere in modo rapido e flessibile. Questo potenziale ridotto ha determinato ritardi con conseguenze sia per i programmi legislativi della Commissione, e quindi per la sua capacità di rispondere ai problemi sanitari dei consumatori, sia per lindustria là dove si tratta di dossier commerciali. Questa situazione verrà esasperata dal crescere delle incombenze affidate ai Comitati scientifici a seguito, ad esempio, del proposto programma per la riforma della legislazione alimentare enunciato più avanti nel Libro bianco.
Necessità di una messa a disposizione sistematica di dati per la valutazione del rischio
La valutazione del rischio è subordinata alla disponibilità di dati scientifici accurati e aggiornati. Tra questi vi possono essere ad esempio informazioni epidemiologiche, cifre sulla prevalenza e dati sullesposizione. Non vi sono quasi meccanismi di sostegno per lerogazione di tali informazioni e perciò si dovrà istituirli. Con lallargamento dellUnione europea si dovranno anche prendere in considerazione i dati riguardanti i nuovi Stati membri. La necessità di sviluppare sistemi efficaci di raccolta di informazioni a livello europeo e mondiale richiede un approccio che sappia valorizzare al massimo le risorse disponibili.
Necessità di reti scientifiche
In molti ambiti, si potrebbe ovviare alla carenza di risorse menzionata sopra riducendo il quantitativo di onerosi lavori preparatori richiesti ai membri dei Comitati e agli esperti esterni. Le valutazioni comunitarie del rischio in materia di pesticidi, biocidi e sostanze chimiche sono già corroborate da reti di istituti degli Stati membri, istituite in virtù di una legislazione settoriale. Ciò ha altamente potenziato i lavori e lefficacia dei pertinenti Comitati scientifici, permette un effettivo sistema di valutazione tra pari e rappresenta quindi uno strumento per massimizzare luso dellesperienza disponibile negli Stati membri, senza pregiudizio per lindipendenza dei Comitati. Le reti hanno anche grandi potenzialità per quanto concerne la raccolta di dati. Questo approccio deve essere esteso e si dovrà esaminare il modo per meglio valorizzare le reti esistenti.
Osservazioni conclusive
Considerate le carenze enunciate in questo capitolo è chiaro che occorrono sistemi potenziati per poter raggiungere lobiettivo generale di migliorare la protezione della salute dei consumatori e ripristinare la loro fiducia nella politica di sicurezza alimentare dellUE. Si apporteranno, perciò, miglioramenti negli ambiti del monitoraggio e della sorveglianza, del sistema di allarme rapido, della ricerca in materia di sicurezza alimentare, della cooperazione scientifica, del sostegno analitico e dellerogazione di pareri scientifici. Nel prossimo capitolo si esamina listituzione di unAutorità alimentare europea che sarà responsabile, tra laltro, di tali ambiti. Si terrà conto della relazione "Il futuro della consulenza scientifica nellUE" dei professori Pascal, James e Kemper allatto di istituire lAutorità come anche per migliorare lattuale sistema nella fase di transizione.
Capitolo 4: verso listituzione di unautorità alimentare europea
Unimportante priorità per la Commissione consiste nel prendere misure efficaci onde assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori che consenta di ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori. Si tratta di un compito dai molteplici aspetti. In primo luogo vi è la questione stessa della fiducia (in che modo ricrearla?); in secondo luogo si deve far sì non solo che la fiducia rinasca, ma, cosa ancora più importante, che rimanga anche nel futuro.
Oltre a tutta la serie di misure proposte nel presente Libro bianco, la Commissione ritiene che sia necessario istituire unAutorità alimentare europea indipendente con responsabilità particolari sia nel campo della valutazione del rischio che della comunicazione sulle tematiche relative alla sicurezza degli alimenti.
I criteri di base per istituire tale Autorità sono esaminati in questo capitolo. La Commissione ritiene che occorrono importanti cambiamenti strutturali nel modo di affrontare le questioni della sicurezza alimentare, tenendo conto delle esperienze maturate negli ultimi anni e della necessità di una separazione funzionale tra la valutazione del rischio e la gestione del rischio. Listituzione di una nuova Autorità fornirà lo strumento più efficace per porre in atto i cambiamenti necessari al fine di proteggere la salute del pubblico e ripristinare la fiducia dei consumatori. È chiaro che lobiettivo primario di tale Autorità sarà linteresse del pubblico.
Questo capitolo è destinato a stimolare il dibattito pubblico e commenti informati. La Commissione auspica che vi sia unampia consultazione quanto allistituzione di unAutorità alimentare europea. Le parti interessate sono quindi invitate a presentare i loro commenti entro la fine di aprile 2000.
Eventuale sfera di competenza dellAutorità
Il ruolo di unAutorità deve essere definito contestualmente al processo di analisi del rischio, che si snoda in tre fasi: nella valutazione del rischio, nella gestione del rischio e nella comunicazione del rischio.
Lobiettivo della valutazione del rischio è di rendere disponibili pareri scientifici. Unampia raccolta e analisi dinformazioni è un requisito essenziale per un parere scientifico valido e aggiornato. Reti finalizzate al monitoraggio e alla sorveglianza nellambito della salute pubblica e della salute animale, sistemi dinformazione nel settore agricolo e sistemi di allarme rapido, come anche programmi di R&S svolgono un ruolo importante nella generazione di conoscenze scientifiche.
La legislazione e il controllo sono due componenti della gestione del rischio. La legislazione comprende la legislazione primaria adottata dal Consiglio da solo o in codecisione con il Parlamento europeo e la legislazione di attuazione adottata dalla Commissione nellambito dei poteri ad essa conferiti. La legislazione implica una decisione politica e comporta giudizi non soltanto basati su prove scientifiche, ma su una valutazione più ampia dei desideri e dei bisogni della società. Vi deve essere una chiara separazione tra la gestione del rischio e la valutazione del rischio.
La Commissione, nel suo ruolo di custode del Trattato, è responsabile di assicurare che la legislazione comunitaria sia adeguatamente recepita nel diritto nazionale e adeguatamente attuata dalle autorità nazionali negli Stati membri.
La funzione di controllo è espletata dallUfficio alimentare e veterinario (Food and Veterinary Office, FVO) della Commissione, che riferisce sui risultati delle sue ricerche e formula raccomandazioni. Le relazioni del FVO sono elementi chiave per la Commissione allatto di decidere se adottare misure di salvaguardia nella Comunità, o in relazione a importazioni da paesi terzi, ovvero se attivare procedure di infrazione contro gli Stati membri. Inoltre, la Commissione, allatto di stipulare con i paesi terzi accordi che riconoscono lequivalenza dei controlli di sicurezza alimentare, in virtù dellaccordo OMC/SPS, si rivolge al FVO per una valutazione della situazione sanitaria nei paesi terzi in questione.
Linclusione della gestione del rischio nel mandato dellAutorità solleverà tre questioni estremamente serie. In primo luogo, vi è la preoccupazione che un trasferimento di poteri normativi ad unAutorità indipendente possa portare ad una diluzione indebita della responsabilità democratica. Lattuale processo decisionale è caratterizzato da un alto grado di responsabilità e trasparenza che sarebbe difficile riprodurre in una struttura decentralizzata. In secondo luogo, la funzione di controllo deve essere al centro del processo di gestione del rischio della Commissione se si vuole che essa agisca in modo efficace nellinteresse dei consumatori, per assicurare che le raccomandazioni di azioni facenti seguito ai controlli siano oggetto di un adeguato follow-up (= seguito, contromisure).
La Commissione deve mantenere sia il potere normativo che quello di controllo per poter ottemperare alle responsabilità impostele dai Trattati. In terzo luogo, unAutorità con poteri di regolamentazione non potrebbe essere costituita in virtù delle disposizioni istituzionali che disciplinano lUnione europea e richiederebbe quindi una modifica del Trattato CE. Per tali motivi non si propone di trasferire allAutorità competenze di gestione del rischio.
La comunicazione del rischio è un elemento chiave per assicurare che i consumatori siano tenuti informati e per ridurre il rischio che insorgano preoccupazioni infondate quanto alla sicurezza degli alimenti. A tale fine occorre che i parerei scientifici vengano resi disponibili in modo ampio e tempestivo fermo restando, se necessario, il consueto requisito del segreto commerciale. Inoltre, si devono fornire ai consumatori informazioni comprensibili e facilmente accessibili relativamente non solo a tali pareri, ma anche a tematiche più ampie concernenti la protezione della loro salute.
Il vantaggio di unAutorità
Unaccettazione quanto più ampia possibile della valutazione scientifica del rischio è essenziale per assicurare che lazione sia efficace, appropriata e rapida. Tra le responsabilità dellAutorità vi sarebbero la preparazione e la messa a disposizione di pareri scientifici, la raccolta e lanalisi delle informazioni necessarie per supportare tali pareri e il processo decisionale comunitario, il monitoraggio e la sorveglianza degli sviluppi in materia di sicurezza alimentare e la comunicazione dei risultati a tutti gli interessati. Nellespletamento delle sue funzioni lAutorità dovrebbe dimostrare il massimo livello di indipendenza, di eccellenza scientifica e di trasparenza. In tal modo essa potrebbe divenire in breve tempo un punto di riferimento autorevole per i consumatori, per lindustria alimentare, per le autorità degli Stati membri e per il mondo in generale. UnAutorità sarebbe lo strumento ideale per sviluppare la risposta flessibile e rapida che le nuove sfide richiedono. Essa costituirebbe il punto di contatto unico ed estremamente visibile per tutti gli interessati. Essa non solo fungerebbe da centro di eccellenza scientifica, ma sarebbe anche disponibile per i consumatori onde fornire loro consulenze e orientamenti su importanti sviluppi nel campo della sicurezza alimentare. Essa effettuerebbe azioni dinformazione, così da assicurare che i consumatori possano fare scelte consapevoli e siano meglio informati sulle questioni legate alla sicurezza alimentare.
Essa dovrebbe, inoltre, operare in stretta cooperazione con le agenzie scientifiche nazionali e con le istituzioni incaricate della sicurezza alimentare. La creazione di una rete di contatti scientifici attraverso tutta lEuropa e fuori di essa, con al centro lAutorità, dovrebbe garantire che tutti gli interessati siano associati al processo analitico e abbiano una chiara conoscenza e una maggiore accettazione della base a partire dalle quali sono generati i pareri.
La Commissione e le altre istituzioni dellUE dovranno svolgere un ruolo vitale sostenendo lAutorità e assicurando che essa abbia una dotazione adeguata di risorse e di personale, nonché tenendo pienamente conto dei pareri espressi dallAutorità.
Obiettivi di unAutorità alimentare europea
Lobiettivo principale di unAutorità alimentare europea sarà di contribuire ad un elevato livello di protezione della salute dei consumatori nel campo della sicurezza alimentare e quindi di ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori.
LAutorità deve soddisfare i principi fondamentali dellindipendenza, delleccellenza e della trasparenza se vuole che la sua missione sia coronata dal successo. Contestualmente a tali principi lAutorità deve dimostrare nelle sue azioni un elevato livello di responsabilità nei confronti delle istituzioni europee e dei cittadini. Quindi lAutorità deve:
attingere alle migliori conoscenze scientifiche;
essere indipendente dagli interessi industriali e politici;
essere aperta ad un esame rigoroso da parte del pubblico;
essere scientificamente autorevole;
operare a stretto contatto con gli organismi scientifici nazionali.
Il Libro bianco attinge allesperienza della Commissione in materia di pareri scientifici, oltre ad aver preso in esame una rassegna dei modelli già esistenti come ad esempio lAgenzia europea di valutazione dei medicinali (emea) dellUE e la Food and Drug Administration (fda) degli Stati uniti. Come detto si è tenuto anche conto della relazione dei professori James, Kemper e Pascal su "Il futuro della consulenza scientifica nellUE".
La Commissione ritiene che unAutorità alimentare europea debba avere unesistenza e una personalità giuridica separata rispetto alle attuali istituzioni dellUE, per espletare il proprio compito indipendentemente, riguardo alla valutazione del rischio ed alla comunicazione in materia del rischio, così da massimizzare limpatto sulla tutela della salute dei consumatori e la sua capacità di creare fiducia.
Come si è indicato precedentemente, le vigenti disposizioni del Trattato pongono limiti ai compiti che possono essere assegnati allAutorità, ma ciò non significa che sia del tutto esclusa una eventuale futura estensione delle sue competenze. Tale estensione dovrebbe essere solo presa in considerazione alla luce dellesperienza ricavata dal funzionamento dellAutorità e del grado di autorevolezza da essa raggiunto nelle sue operazioni, fino a contemplare leventualità di apportare una modifica al Trattato.
Indipendenza: la situazione attuale in base alla quale gli esperti scientifici che erogano i pareri sono tenuti a rispettare disposizioni rigorose, per quanto concerne la loro indipendenza, deve continuare a sussistere sotto la nuova Autorità. Se si vuole ripristinare la fiducia dei consumatori lAutorità dovrà non solo agire in modo indipendente da pressione esterne, ma questa sua indipendenza dovrà essere visibile a tutti gli interessati. Tuttavia, lAutorità dovrà essere rappresentativa e responsabile. La Commissione esaminerà la gamma di opzioni possibili, onde assicurare che lAutorità si situi nel giusto equilibrio tra indipendenza e responsabilità, tenendo conto dei pareri delle altre istituzioni e degli altri interessati. Unattenzione particolare dovrà essere riservata alla selezione del presidente dellAutorità.
Eccellenza: per consentire allAutorità di fungere da centro di eccellenza scientifica e di riferimento e di risolvere le controversie su questioni scientifiche, essa dovrà affermare rapidamente il proprio ruolo di leader a livello internazionale. Oltre ad assicurare leccellenza degli scienziati indipendenti, ciò richiederà anche lidentificazione e il reclutamento di personale di altissima qualità e il miglior uso dei sistemi disponibili dinformazione. Unattenzione particolare dovrà essere riservata alla dotazione di personale dellAutorità, in modo da assicurare che essa impieghi specialisti adeguatamente qualificati, in grado di fornire il necessario sostegno agli scienziati indipendenti responsabili della produzione dei pareri scientifici, oltre a raccogliere ed analizzare tutti i dati pertinenti per le sue funzioni. Inoltre, si dovranno definire sistemi per identificare i migliori scienziati nei diversi ambiti, per potersi avvalere dei loro servizi a seconda delle esigenze. Sarà inoltre importante che lAutorità sia in grado di rispondere con sufficiente celerità e flessibilità nel caso di emergenze alimentari, come anche nel caso di progetti di più lungo respiro.
La trasparenza comporta non solo la presentazione rapida e aperta dei risultati e delle raccomandazioni dellAutorità, ma implica anche che i processi applicati per raggiungerli siano quanto più aperti possibile, in modo da rispettare il diritto fondamentale di accesso dei cittadini come stabilito nel Trattato. Ciò richiede procedure chiare, aperte al pubblico che disciplinino il funzionamento dellAutorità. Si dovrà poi dare ampia pubblicità al programma di lavoro dellAutorità. Anche se le discussioni a seguito delle quali vengono formulati i pareri scientifici dovranno rispettare esigenze di riservatezza, la loro presentazione e spiegazione deve essere quanto più aperta possibile. LAutorità trasmetterà tali pareri alla Commissione ed al Parlamento non appena essi saranno disponibili e, contemporaneamente, li pubblicherà su Internet in modo da tenere pienamente informati gli interessati.
I compiti dellAutorità
Si prevede che lAutorità si occuperà dei pareri scientifici, della raccolta e dellanalisi di informazioni e della comunicazione del rischio. Di tali tematiche si tratta ai capitoli 3 e 7 del presente Libro bianco.
Parere scientifico: compito dellAutorità dovrebbe essere di fornire pareri scientifici ed informazioni alla Commissione su tutte le questioni che hanno un impatto diretto o indiretto sulla salute e sicurezza dei consumatori in relazione al consumo di alimenti. Per tale motivo essa si occuperà della produzione alimentare primaria (aspetti agricoli e veterinari), dei processi industriali, dellimmagazzinamento, della distribuzione e della vendita al dettaglio. Il suo mandato comprenderà sia questioni legate ai rischi che questioni legate agli effetti nutrizionali. LAutorità si occuperà inoltre della salute e del benessere animale e terrà conto delle valutazioni del rischio in altri ambiti, in particolare il settore ambientale e quello chimico in cui esse hanno anche attinenza con la valutazione del rischio legata agli alimenti. La Commissione ritiene che i lavori scientifici portati avanti attualmente dai Comitati scientifici in materia di sicurezza degli alimenti dovrebbero costituire il nucleo delle attività dellAutorità proposta. In tale contesto, la struttura e il mandato dei Comitati scientifici saranno riesaminati per assicurare che i pareri scientifici corrispondano allintera gamma di responsabilità attribuite allAutorità. Il Comitato/i fornirà pareri alla Commissione su sua richiesta. In forma proattiva il Comitato/i dovrebbe anche segnalare nuovi rischi per la salute o problemi sanitari emergenti e lAutorità dovrà sorvegliare tali questioni. LAutorità dovrà porre in atto strumenti per lidentificazione rapida degli esperti scientifici nellUE e altrove. In tal modo lAutorità dovrà essere in grado di accedere ad una rete mondiale di eccellenza scientifica, con la flessibilità per rispondere rapidamente a situazioni mutevoli. LAutorità deve essere in grado di tenersi aggiornata sui più recenti sviluppi scientifici e di identificare le lacune allinterno di ricerche in corso o di determinati soggetti per i quali essa ritiene che si debba avviare rapidamente un lavoro mirato. LAutorità dovrebbe disporre di un proprio bilancio per commissionare una ricerca mirata ad hoc e tempestiva, in risposta a emergenze sanitarie impreviste, di concerto con il Centro comune di ricerca della Commissione, le Agenzie scientifiche nazionali e le organizzazioni internazionali. Si dovrebbe anche tenere conto dei lavori delle reti istituite attraverso programmi di ricerca comunitari; si dovranno instaurare meccanismi per promuovere uninterazione nei due sensi tra questi programmi di ricerca comunitari e lAutorità.
Il Comitato/i scientifico/i deve essere in grado di concentrarsi sul compito chiave di preparare i pareri scientifici. Esso/i sarà supportato da un segretariato scientifico, che curerà linterfaccia tra essi e i responsabili della gestione del rischio. Inoltre, bisognerà istituire un sostegno scientifico interno che si farà carico di gran parte del lavoro preparatorio per il Comitato/i.
Raccolta e analisi di informazioni: si avverte con urgenza lesigenza di identificare e usare le informazioni attualmente disponibili sia nella Comunità che a livello mondiale in materia di sicurezza degli alimenti. Questo sarà un compito fondamentale dellAutorità ed è inoltre un ambito in cui vi sono grandi possibilità di miglioramento. Se adeguatamente valorizzate queste informazioni possono costituire un importante elemento per assicurare lidentificazione quanto più tempestiva possibile dei problemi potenziali e per far sì che i pareri scientifici tengano conto del più ampio quadro sanitario. LAutorità dovrà svolgere un ruolo proattivo nello sviluppo e nel funzionamento di programmi di monitoraggio e sorveglianza della sicurezza alimentare. Essa dovrà istituire una rete di contatti con agenzie affini, laboratori e gruppi di consumatori in tutta lUnione europea e in paesi terzi. LAutorità deve essere in grado di garantire una valutazione e una risposta in tempo reale sui risultati di tali programmi assicurando una rapida identificazione dei rischi reali o potenziali. Inoltre, lAutorità dovrà sviluppare un sistema capace di prevedere, che consenta lidentificazione precoce dei rischi emergenti, in modo da evitare crisi là dove è possibile.
Comunicazione: la prerogativa di comunicare direttamente e apertamente con i consumatori sulle questioni concernenti gli alimenti conferirà allAutorità un elevato profilo pubblico. LAutorità dovrà predisporre misure specifiche per informare tutte le parti interessate sulle sue conclusioni, non solo per quanto concerne i pareri scientifici, ma anche in relazione ai risultati dei suoi programmi di monitoraggio e sorveglianza. LAutorità deve diventare automaticamente la prima istanza a cui rivolgersi allorché si cercano informazioni scientifiche sulla sicurezza alimentare e le questioni di interesse nutrizionale, o qualora si siano identificati problemi. Essa dovrà inoltre assicurare che appropriate informazioni su tali questioni vengano pubblicate contestualmente al suo impegno a ripristinare la fiducia dei consumatori. Chiaramente la Commissione continuerà ad essere responsabile della comunicazione delle decisioni in materia di gestione del rischio.
Reagire alle crisi
Là dove si verifichi unemergenza nel campo della sicurezza alimentare, lAutorità raccoglierà, analizzerà e distribuirà informazioni pertinenti alla Commissione e agli Stati membri, oltre a mobilitare le necessarie risorse scientifiche per formulare il miglior parere scientifico possibile. LAutorità dovrà rispondere in modo rapido ed efficace alle crisi e assumerà un ruolo chiave per aiutare a formulare la risposta dellUE. Ciò determinerà una migliore pianificazione e gestione delle situazioni di crisi a livello europeo e dimostrerà ai consumatori che si sta assumendo un approccio proattivo nellaffrontare tali problemi.
LAutorità gestirà il sistema di allarme rapido che consente lidentificazione e la notifica rapida di problemi urgenti in materia di sicurezza alimentare. La Commissione farà parte della rete e sarà quindi informata in tempo reale. A seconda della natura di una crisi lAutorità potrebbe essere invitata a espletare compiti di follow up (contromisure), compresi il monitoraggio e la sorveglianza epidemiologica.
Connessione in rete con le Agenzie nazionali e gli organismi scientifici
LAutorità alimentare europea deve essere una struttura a valore aggiunto: essa dovrebbe operare in stretta cooperazione con le Agenzie scientifiche nazionali e con le istituzioni incaricate della sicurezza degli alimenti avvantaggiandosi delle loro esperienze. Ne conseguirebbe la creazione di una rete volta ad assicurare un uso ottimale ed efficace delle strutture e risorse esistenti. Uno dei compiti dellAutorità europea per gli alimenti sarà, quindi, di interconnettere centri di eccellenza, in modo da consentire al suo personale scientifico interno di attingere ad esperienze scientifiche avanzate in tutte le discipline pertinenti, sia nellUnione europea che a livello internazionale. Analogamente, gli organismi nazionali potranno accedere ad una base scientifica di altissima qualità. Grazie a questo interscambio dinamico il ruolo dellAutorità verrà progressivamente potenziato e ciò porterà, col tempo, a far sì che si veda nellAutorità la fonte più autorevole di conoscenze sulle questioni legate alla sicurezza degli alimenti nellUE.
Nellambito della rete si dovrà assicurare un uso ottimale delle capacità e infrastrutture tecnico-scientifiche esistenti in seno del Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione.
Interfaccia con i servizi della Commissione
LAutorità e i servizi della Commissione dovranno operare a stretto contatto sin dal momento in cui lAutorità assumerà le sue funzioni. Ciò riguarderà in particolare le persone incaricate di preparare la legislazione, di far rispettare la normativa e di effettuare i controlli e le ispezioni (FVO), come anche il Centro comune di ricerca e i responsabili della R&S comunitaria. Ciò assicurerà che delle conclusioni dellAutorità si faccia il miglior uso possibile e che questa sia tenuta informata delle conseguenze dirette delle sue attività. Nel contempo, ciò consentirà allAutorità di rispondere alle esigenze dei servizi della Commissione. Linterfaccia non dovrebbe ovviamente rendere sfumato il ruolo distintivo assegnato allAutorità.
Risorse
Le implicazioni sul piano delle risorse derivanti dallistituzione e gestione dei sistemi di consulenza scientifica, di raccolta e analisi di informazioni e di reti efficaci con organismi scientifici negli Stati membri non dovrebbero essere sottovalutate. Oltre ai suoi compiti scientifici e di comunicazione, lAutorità dovrà espletare un oneroso carico di lavoro in termine di gestione amministrativa e finanziaria. LAutorità farà ampio uso delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione e promuoverà il loro uso da pare delle Agenzie nazionali e delle istituzioni responsabili della sicurezza alimentare. Lefficacia dellAutorità dipenderà in ultima analisi dalladeguatezza, sia in termini quantitativi che qualitativi, delle risorse umane, finanziarie e fisiche destinatele. Sarà possibile definire le risorse necessarie soltanto alla luce delle decisioni prese al termine del processo di consultazione e a seguito di studi dettagliati di fattibilità. Le cifre dettagliate saranno presentate unitamente alla proposta definitiva della Commissione per listituzione dellAutorità e terranno conto degli imminenti dibattiti in seno alla Commissione concernenti le priorità politiche e lattinente stanziamento di risorse operative e umane.
Ubicazione dellAutorità
LAutorità dovrà sviluppare contatti di lavoro molto stretti con i servizi della Commissione che si occupano delle questioni della sicurezza alimentare e con le altre istituzione dellUE per svolgere le sue funzioni in modo efficace ed essere disponibile per una consultazione rapida in situazioni di crisi. LAutorità dovrà essere anche accessibile non solo agli scienziati chiamati ad esprimere pareri scientifici, ma anche a tutti gli interessati che hanno bisogno di avvalersi dei pareri dellAutorità. Ciò non è soltanto importante per unutilizzazione ottimale delle risorse, ma anche per dimostrare lapertura e la disponibilità dellAutorità, soprattutto nel suo ruolo di comunicazione. Per queste considerazioni la Commissione ritiene che lAutorità deve essere insediata in unubicazione facilmente accessibile.
Paesi candidati
I paesi candidati alladesione saranno associati ai lavori dellAutorità in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Lussemburgo, che ha ribadito limportanza del fatto che tali paesi acquistino confidenza con i metodi di lavoro e le politiche dellUnione. Si svilupperanno soluzioni specifiche nellambito degli imminenti lavori per listituzione dellAutorità.
Calendario di attuazione
La Commissione ritiene essenziale che vi sia un calendario molto ravvicinato per listituzione dellAutorità. Il seguente calendario è previsto per listituzione formale della nuova Autorità:
pubblicazione del Libro bianco: gennaio 2000;
periodo di consultazione: fine aprile 2000;
proposta della Commissione: settembre 2000;
legislazione che autorizza la creazione dellAutorità: dicembre 2001;
inizio della fase operativa dellAutorità: 2002.
Anche se questo calendario è ambizioso, soprattutto se si considerano le dimensioni del compito, la Commissione lo ritiene fattibile alla luce delle esperienze legate alla creazione dellEMEA. Non solo occorrerà disporre di uno scadenzario ravvicinato per linizio dei lavori sulla nuova Autorità, ma occorrerà, parallelamente, migliorare il funzionamento del sistema esistente. La Commissione costituirà un gruppo apposito per assicurare che si agisca rapidamente onde affrontare lintera gamma delle questioni identificate in questo capitolo del Libro bianco.
Il rafforzamento dellattuale sistema di valutazione e comunicazione del rischio sarà parte fondamentale della serie di misure necessarie per assicurare che lAutorità possa diventare effettivamente operativa entro 2 anni. Per quanto concerne la disponibilità di risorse nel prossimo biennio, la Commissione contemplerà la possibilità di rafforzare le attuali strutture di consulenza e sostegno scientifico in attesa dellistituzione dellAutorità.
Marco Credi
(continua)
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